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Il potere della diplomazia

di Caterina Boschetti, 20/09/2022

New York questa settimana si fa palcoscenico di un evento di portata mondiale.

No, non stiamo parlando del prossimo concerto di Beyoncé o della finale di baseball con i New York Yankees o dell’ultimo spettacolo in programma a Broadway, ma della 77ª assemblea generale dell’ONU.

L’incontro, che durerà fino a domenica, vanta la più ricca partecipazione di leader mondiali da tre anni, considerando che gli ultimi due appuntamenti sono stati segnati dalla pandemia.

Sono infatti 157 i Paesi presenti e solo uno, l’Ucraina, sarà eccezionalmente a distanza.

I grandi assenti sono i due leader orientali Vladimir Putin e Xi Jinping che, in questo modo, confermano il loro distacco dal resto del mondo, in una crepa che difficilmente sarà risanata.

L’assemblea generale dell’ONU rappresenta un evento di diplomazia multilaterale fondamentale, soprattutto in questo periodo in cui l’ordine internazionale risulta fratturato principalmente a causa della Russia accusata di aver violato la Carta delle Nazioni Unite invadendo un Paese suo vicino. 

Il discorso di apertura è stato tenuto dal segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres che ha subito evocato le parole chiave dell’evento: guerra, povertà e disuguaglianze.

ARGOMENTI

I temi principali che verranno trattati durante i vari momenti di incontro e discussione saranno 

  • la guerra in Ucraina e le conseguenze economico-politiche
  • la crisi climatica
  • l’inflazione
  • l’insicurezza alimentare.

Una riflessione, anche sugli effetti distorsivi creati dalla pandemia, che richiede sia un intervento di portata globale sia collegamenti diplomatici per le questioni alimentari ed energetiche.

 

RISULTATI

Non tutti guardano con entusiasmo questa riunione, dubbiosi che questi vertici collaterali possano portare cambiamenti tangibili.

A preoccupare sono i risultati dell’impegno comune, per esempio, della capacità di conseguire i 17 punti dell’agenda 2030, concordati da tutti i governi nel 2015. Questo perché, a oggi, si è molto lontani dal raggiungimento degli obiettivi e, in alcuni casi, si sono fatti passi indietro, come sull’uguaglianza di genere.

Werner Hoyer, presidente della Banca europea per gli investimenti, commenta “Quando sono venuto per la prima volta all’UNGA negli anni ’90 era molto sterile. Un discorso preparato dopo l’altro. Oggi è l’opposto di sterile, è dove le idee globali vengono messe alla prova”.

In realtà, quello che si è visto già nell’espressione di impegno di Guterres, è l’estrema emergenza di attuare politiche per tutelare l’istruzione, per garantire un lavoro dignitoso e pieno rispetto e determinazione per donne e ragazze, per garantire cure mediche e per combattere il cambiamento climatico.

E L’ITALIA?

A rappresentare il nostro Paese, lo stimatissimo Mario Draghi che ha anche ricevuto il premio di statista dell’anno.

I leader di tutto il mondo lì riuniti, lo hanno ringraziato per la sua leadership poliedrica nella finanza e nel pubblico servizio di cui hanno beneficiato l’Italia e l’Unione europea e che ha aiutato la cooperazione internazionale.

Un delicatissimo, quanto plateale, schiaffo ai politici italiani che lo hanno dimesso dal suo incarico nazionale e che ora si stanno confrontando, nei loro comizi elettorali, a colpi di programmi economicamente impraticabili, come relazionato dal Guardian qualche settimana fa.

Nel discorso tenuto poi da Draghi troviamo un memento per tutti: ”La domanda su come affrontiamo le autocrazie definirà la nostra capacità di plasmare il nostro futuro comune per molti anni a venire. La soluzione sta in una combinazione di franchezza, coerenza e impegno. 

CITAZIONE

Come disse Margaret Thatcher “essere potente è come essere una signora, se hai bisogno di dirlo non lo sei”.

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